La Tana sul Fiume (marzo-maggio 2018): piccole grandi scoperte

A quasi un mese dal termine dell’esperienza progettuale de “La tana sul fiume”, è tempo di bilanci e valutazioni, oltre che di sensazioni e ricordi ancora caldi. Grazie ai questionari compilati dai genitori e dai dati emersi, possiamo dire che l’esperienza, anche se nuova, sperimentale e costruita in fieri sia stata positiva. Proprio per questo vogliamo regalare a chi ha partecipato ed a chiunque sia incuriosito immagini e parole che possano essere traccia visibile di quanto vissuto insieme, per ringraziare tutti dell’impegno, della partecipazione, della collaborazione e dell’entusiasmo.

E allora, ecco cosa è stata in breve la nostra storia alla tana sul fiume…Una nuova, meravigliosa avventura, in cui un gruppo di circa 24 bambini dai 3 ai 6 anni con i rispettivi genitori, provenienti da tutta la Bergamasca, ha colorato di giochi e sorrisi i boschi di Filago.

Guidati da un team composto da educatori, da alcuni volontari di Legambiente CERCA Brembo e dalle Guardie Ecologiche Volontarie del Parco del Serio, i bambini hanno esplorato i boschi, per immergersi in una nuova realtà, quella della natura e dello stare insieme condividendone le bellezze: le esplorazioni hanno toccato ambienti naturali diversi, a partire da quello del bosco, con i suoi sentieri, per poi raggiungere il prato, dove i bambini hanno potuto divertirsi a rotolare e nascondersi nell’erba; poi ancora il fiume Brembo, con i suoi sassi multicolori ed una grotta, che i bambini hanno deciso essere quella dell’orso, proprio come nella prima storia che hanno letto.

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I cinque incontri, che hanno attraversato la primavera per raggiungere le porte dell’estate, si sono fondati sul gioco e sull’esplorazione libera in compagnia dei genitori, e hanno tutti tratto ispirazione da una breve lettura iniziale.

A “La Tana sul Fiume” i bambini hanno potuto raccogliere e riconoscere i piccoli grandi tesori della natura come sassolini, alberi e arbusti autoctoni, le loro ghiande, fiori, semi e tanto altro. Attraverso la corteccia, i rami e le foglie, i colori, le forme, i bambini più grandi hanno imparato ad individuare le caratteristiche peculiari di alcuni di questi tesori mentre insieme ai più piccoli entravano in una relazione con la natura improntata al rispetto reciproco.

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C’è stata poi la possibilità di incontrare diversi animali del bosco e di poter “dialogare” con loro, sperimentando la sorpresa e la felicità dell’incontro.

Nel corso dei pomeriggi, che iniziavano con una lettura condivisa e una proposta di gioco/attività modulandosi poi secondo le attitudini e gli interessi dei bambini, il progetto ha assunto, strada facendo, un’impronta tematica più specifica toccando alcuni ambiti e temi ecologici come quello dell’inquinamento e dei rifiuti, delle api solitarie e delle api mellifere, con le quali i bambini sono venuti a contatto con curiosità.

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Ciascun incontro si è concluso in dolcezza con un momento conviviale molto apprezzato da tutti e costruito attorno ad una merenda condivisa organizzata ed autogestita dai genitori, dove si è scelto di privilegiare alimenti sani, di stagione e preparati in casa e dove si è cercato di bandire la plastica e si è limitata la produzione di rifiuti utilizzando solo posate e contenitori lavabili.

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Questo percorso, dove grandi e piccini hanno potuto camminare insieme fianco a fianco, è stata un’ottima occasione per guardarsi intorno con occhi nuovi e aprirsi con fiducia al territorio ed all’ambiente che ci circonda, del quale dobbiamo diventare, a piccoli passi, custodi responsabili.

Ad ogni bambino sono stati poi affidati, a conclusione del percorso, i tesori raccolti e una manciata di semi di fiori, da piantare, custodire, e curare, perché possano essere un ricordo della bella esperienza vissuta insieme.

 

In conclusione, “La Tana sul Fiume” è stata una sorpresa, un momento prezioso per sperimentarsi, conoscersi e riconoscerci, in un ambiente naturale familiare, ma spesso dato per scontato, che ha sempre qualcosa da insegnarci.

I rondoni nella pianura bergamasca, situazione e prospettive

Chi sono i rondoni?

Il Rondone (Apus apus), è una specie politipica, con un alto livello di endemismo nelle regioni continentali tropicali. La popolazione nidificante nel nostro Paese è stimata in 500.000-1.000.000 unità.

Uccelli rupicoli, sono altamente specializzati nella caccia di plancton aereo ed insetti in volo: di dimensioni medio – piccole, dal corpo compatto e collo corto, si prestano, dal punto di vista morfologico, ad un modo di vita altamente specializzato, che trae vantaggio anche dalla loro straordinaria capacità di ecolocazione.

In riferimento al loro tipico volo velocissimo ed acrobatico radente i muri dei palazzi, sottolineato da potenti trilli e lanci nel vuoto, G. Boano e G. Malacarne raccontano: “seppure per i pochi mesi della bella stagione, le loro scorribande sfrenate, sottolineate da strida acute, gli spettacolari caroselli e i voli radenti i muri dei vecchi palazzi, delle torri, delle chiese e dei campanili, sono una caratteristica vitale, irrinunciabile, delle serate dei nostri centri storici”.

 Le migrazioni

“I rondoni materializzano l’essenza stessa del volo” (G. Boano, G. Malacarne)
“I rondoni materializzano l’essenza stessa del volo”
(G. Boano, G. Malacarne)

Tutte le popolazioni di Rondone sono migratrici, con quartieri di svernamento in Africa centro-meridionale, dallo Zaire e dalla Tanzania fino al Sudafrica.

Monitoraggio ed inanellamento

In Italia il Rondone nidifica in tutte le regioni e gli arrivi primaverili iniziano già nella seconda metà del mese di marzo, specialmente nelle regioni meridionali, e raggiungono il picco nel mese di aprile e nella prima decade di maggio, in coincidenza con l’inizio della stagione riproduttiva, quando le ghiandole salivari, già molto sviluppate, si inturgidiscono per creare nidi. Le partenze verso i quartieri di svernamento hanno luogo in modo massiccio negli ultimi giorni di luglio. 

Grafico che rappresenta i movimenti estero - Italia
Grafico che rappresenta i movimenti estero – Italia

Le località di inanellamento sono distribuite primariamente nell’Italia settentrionale e centrale: gli inanellamenti di Rondone hanno visto un positivo incremento a partire dalla fine degli anni ’80 ed una positiva ripresa all’inizio degli anni 2000.

 

Mappa delle località di inanellamento in Italia
Mappa delle località di inanellamento in Italia


Il caso delle rondonaie di Boltiere e di Brembate: tra migrazioni e ritorni

Uccelli rupicoli, i rondoni nidificano in cavità nella roccia di falesie e rupi e sono adattati alla nidificazione in ambiente antropico, preferendo anfratti nei muri e spazi sottocoppi.

A questo scopo, nei secoli scorsi, “in molte città italiane si sono adattati fori nei muri di alti edifici o addirittura sono sorte apposite torri rondonaie col preciso intento di offrire a questi uccelli numerose nicchie atte alla nidificazione, ma accessibili dall’interno dell’edificio”, al fine di integrare una dieta povera con alimenti proteici.

Dal 2013 la direzione DI Palazzo Madama a Torino ha adottato le colonie di rondoni come parte della sua offerta espositiva del castello aderendo all’iniziativa “Monumenti viventi”. Situazione simile al Palazzo Farnese di Piacenza.

Nido nella rondonaia di Boltiere
Nido nella rondonaia di Boltiere

Gli edifici adibiti a rondonare sorgono all’interno di un’area estesa in 8 regioni del centro nord del Paese (Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, e Lazio).

 Una bella e tipica passerera – rondonaia sorge a Boltiere, in provincia di Bergamo, in una struttura di proprietà del locale circolo dell’ACLI, con 67 nidi attivi su 480 disponibili.

Particolare della rondonaia di Boltiere, interno
Particolare della rondonaia di Boltiere, interno

Nel 2011 erano ben 98 i nidi occupati poi inesorabilmente scesi a 60 nel 2017 e nell’anno corrente risaliti a 67. A Brembate, nella Torre Moretti dove sono disponibili 93 nidi, nel 2012 erano ben 42 i nidi occupati poi scesi a 33 nel 2017 e quest’anno a 32.

 Dai dati degli inanellamenti, relativi ad un arco temporale di 12 anni, dal 2006 al 2017, si rileva che la presenza di adulti nella rondonaia di Boltiere ha subito un calo rispetto alla media di 65 adulti annui, nell’anno 2014 con 37 esemplari, per poi risalire, nel 2017, a 51 esemplari totali; nella rondonaia di Brembate si è registrato un calo del numero di adulti a 13 esemplari nell’anno 2017, dopo un picco di 48 presenze, rispetto alla media di 25 esemplari rilevata  nello stesso arco temporale.

GRAFICI BOLTIERE

Il trend della presenza di pulli nei nidi di Boltiere, dopo una flessione nel 2013 a 29 esemplari, è in netta risalita, con un picco di 157 pulli totali nel 2017, rispetto alla media di 142 esemplari annui; a Brembate si è assistito ad un calo a 39 unità nell’anno 2015 e ad una ripresa nel 2016 ad 81 esemplari, con una media di 64 pulli annui.

GRAFICI BREMBATE

Il numero massimo di pulli per nido si è registrato nel 2006 a Boltiere, e nel 2010 a Brembate con 2,4 pulli per nido, che si assesta come la quota massima di pulli per nido rilevata nell’arco dei dodici anni, in crescita nel triennio 2016 – 2018.

Un aspetto di grande interesse per lo studio dei rondoni è quello delle ricatture: sono prevalenti, in Italia, le ricatture entro i 1.000 km di distanza percorsa, con un solo caso che supera i 1.800 km dal sito di inanellamento; le segnalazioni si riferiscono a rondoni inanellati in Europa settentrionale, dall’Olanda alla Svezia e Germania, con la Repubblica Ceca quale Paese più rappresentato. Più a Sud si trovano dati dalla Svizzera e dalla Croazia. In 10 casi su 11 gli inanellamenti all’estero hanno avuto luogo nel corso del periodo riproduttivo.

Pare quindi possibile stabilire un grado di fedeltà di ciascun esemplare alla colonia ed al nido.

ricatture

Il picco delle ricatture nei nidi di Boltiere e di Brembate si è verificato nell’anno 2012, per poi scemare negli anni a seguire.

 Durante le annuali sessioni di inanellamento all’Aula Ambientale dei Rondoni del PLIS del Brembo a Boltiere, nel corrente anno 2018 è stato ricatturato l’esemplare W64410, di 13 anni d’età. La sua cattura documentata risale al 05/06/2006 ed è stato segnalato come nato nel 2005.

uccello ricatturato

 Quello che stupisce non è solo l’età ma che il fatto che abbia nidificato per la seconda volta nello stesso nido, il 23-4-3, che aveva utilizzato nel 2008 alla sua prima nidificazione.

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Una webcam, posizionata in uno dei nidi (il numero 25-1-1) , consente di seguire l’arrivo delle coppie in rondonaia, le effusioni, la cova e la schiusa delle uova in tempo reale, connettendosi al sito del Plis Basso Brembo, oppure al seguente link:

http://www.parcobassobrembo.it/?page_id=1551

Bibliografia e crediti immagini:

  • Dati degli inanellamenti, rilevati direttamente in rondonaia;
  • Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia, ISPRA, 2008;
  • Boano, G. Malacarne, “I Rondoni, instancabili volatori”, Altrimedia, 1999;