VOCI DAL PLIS…

04 Luglio 2014 : Una domenica mattina…

Mentre osservavo un piccolo di upupa straziantemente predato, ho sentito uno strano sovrapporsi di versi  e, alzato gli occhi in quella direzione, ho visto uno sparviere entrare come una freccia in uno stormo di storni.  Non sapevo per chi tifare! Il gruppo non si è sfasciato e lo sparviere è uscito stranamente con le zampe vuote. Passata la paura gli storni si sono rituffati allegramente tra le fronde del gelso a festeggiare lo scampato pericolo con le dolci more. Ora ho un cruccio: era un gelso bianco o nero?

Una decina di gruccianti gruccioni a cavallo dei cavi dell’alta tensione, un martin pescatore stranamente e buffamente appollaiato su un sasso ( !! ) e giovani rondini senza la lunga coda biforcuta in bella posa sui rami secchi di un olmo morto in attesa della certa imbeccata dei genitori. Perennemente in volo, in continui andata e ritorno sull’asta del Brembo, quattro ibis sacri e tre cormorani, una ballerina gialla che mobba una rondine (!!) rea di essere capitata a cacciare nel suo territorio dovendolo abbandonare forzatamente e frettolosamente e un allarmante verso del piro piro piccolo che attira il mio sguardo e lo vedo lasciare la spiaggetta per ripararsi, mimetizzandosi, tra i sassi del greto.

E i canti? Una mattinata ancora interessante nonostante che il periodo riproduttivo stia lentamente andando verso la fine. Almeno sei canti piuttosto modesti degli usignoli da sembrare tutti non molto in forma, un solo canto ma ben deciso dell’usignolo di fiume, a decine quelli delle onnipresenti e instancabili capinere, due del canapino nascosti tra i rami di un pioppo nero e di un salice a foglie strette e numerosi versi degli immancabili picchio verde e picchio rosso maggiore. Stranamente breve il canto dei gialli verzellini e ammosciato quello dei pochi fringuelli….veramente poco convincenti se ancora in cerca di compagna!

Stancamente sulla via del ritorno gli occhi cadono su due cespugli di scotano. Il color porpora dei frutti piumosi indica che sono maturi. Il sole è inclemente e riprendo il cammino ma al “solito” triangolino tre orchidee mezze sfiorite testimoniano che anche quest’anno l’ Ophrys fuciflora era presente! Come non cogliere l’occasione per fermarsi all’ombra…

 Ritorno alla macchina alle 12,40 sfatto ma anche oggi penso di essere stato molto fortunato!!

18 Maggio 2014 : Puliamo il Brembo… a Bonate Sotto

Certo che la giornata assolata di domenica 18 maggio non era tra le più entusiaste da dedicare alla pulizia del tratto del Brembo a Bonate Sotto. E poi il ritrovo alle 14,30 al parcheggio del Parco è avvenuto talmente lentamente che la speranza che potesse diventare anche una bella giornata partecipata stava diventando un’utopia… ma tant’è che si è realizzata!! Lentamente, ma costanti come le formiche.

Consegnato guanti, cappellini e pettorine ai bambini, qualche parola sugli strani movimenti di sabbia nel letto del Brembo di fronte al quagliodromo di Treviolo, l’osservazione di alcune orchidea piramidale (Anacamptis pyramidalis) e….al lavoro!

Puliamo_il_Brembo_1

La base dei pioppi neri e dei salici che crescono nell’alveo sono rivestiti di plastica che assurdamente non è possibile asportare. La corteccia, crescendo, ha accorpato la plastica quasi fondendosi. Ma anche dai rami penzolano strani rifiuti composti da residui di plastica, stoffa e vegetali talmente aggrovigliati che finisce tutto nel sacco indifferenziato.

Le bottiglie di plastica la fanno da padrona, ma anche il polistirolo, pneumatici, sedili di autoveicoli, bottiglie di vetro, scatolette di cibo, cartucce da caccia… ed i sacchi lentamente si riempiono.

Puliamo_il_Brembo_3

Ma l’attività che ha coinvolto e soddisfatto maggiormente i bambini è stata il recupero di un migliaio di pesci intrappolati in una pozza alla base della diga. Un barbo, sei bavose, una decina di vaironi superiori a 12 cm e centinaia tra i due ed i dieci cm oltre ad alcune centinaia di sanguinerole rilasciati a monte della diga. Tutto perfettamente organizzato come in una fabbrica: chi catturava, chi porgeva il contenitore di plastica con l’acqua dove depositarli, chi la trasportava e chi li rilasciava cercando di far evitare ai piccoli pesci il trauma della differenza di temperatura tra l’acqua calda della pozza e quella fredda del Brembo. La fortuna ci è venuta in aiuto con il ritrovamento tra i rifiuti lungo le sponde di un retino che ci ha permesso di catturarli molto più facilmente e velocemente che con le semplici ma abili manine. Semplice fortuna o…?

Puliamo_il_Brembo_2

Le 17,45 arrivano velocemente e i rifiuti vengono caricati sul camioncino che viene completamente riempito e d’ obbligo si scattano le foto di rito per testimoniare questa giornata finita meravigliosamente. Ci lasciamo con la promessa di realizzare per l’autunno dei corsi di “aggiornamento” per la conoscenza della flora e della fauna del PLIS. Sarebbe importante riuscire anche in queste giornate di pulizia a concentrarsi per distinguere oltre la tipologia dei rifiuti anche le bellezze naturalistiche che questi ambienti naturali ancora ci offrono.

Puliamo_il_Brembo_4

Un grazie al Comitato per l’entusiasmo nell’organizzazione e alla quarantina di instancabili partecipanti.

lcn

24 Febbraio 2014 : Passeggiata ornitologica a Brembate, Odiago e Fara

Visto il caldo pomeriggio sabato ho approfittato per fare una visita ornitologica al piccolo stagnetto circondato da pioppi, ontani e salici del parco Arnichi a Brembate. Di interessante due martin pescatori che si rincorrevano tra le cannuccie e le cime dei salici emettendo ripetutamente il classico verso; le folaghe intente a preparare il nido, un tordo sassello che produceva sgraziati versi che stonavano con i ripetuti canti dell’usignolo di fiume e dello scricciolo e con i versi delle cinciarelle e cinciallegre. Interessanti due maschi di migliarino di palude già in abito riproduttivo.

Martin_Pescatori

Allertato telefonicamente del possibile spostamento dei rospi a Villa d’Adda alle 21 sono ad Odiago per la classica operazione di favorire loro l’ attraversamento della strada….ho sentito in canto sia la civetta che l’ allocco. Per la fortuita occasione ho ancora il dubbio che fossero delle riproduzioni di qualche ornitologo in fase di censimento dei rapaci notturni. In attesa di conferma da parte degli ornitologi bergamaschi tengo validi questi dati. L’allarme si è rivelato falso in quanto i rospi presenti sulla strada erano solo tre di cui due…..il terzo lo abbiamo spostato oltre la strada nella direzione in cui era rivolto. Il giorno precedente pioveva….

Domenica mattina a Fara Gera d’Adda ho percorso il sentiero che dal parcheggio poco a valle della passerella si snoda nel bosco a pochi metri dall’Adda. Alcuni grossi pioppi neri, platani, salici e pioppi bianchi si alternano nel filari lungo la stradina e isolati ontani neri con i lunghi fiori maschili gialli in prossimità della sponda. Nel bosco i fiori dell’olmo sono tutti sbocciati e diventa facile distinguere questa specie dalle altre. Una curiosità… i fiorrancini erano tutti sull’unico abete rosso incontrato in prossimità della POERA CA’.  Speravo di sentire verdoni e verzellini in canto ma….nulla.

Questa è la lista delle osservazioni. Con la lettera X si intende più avvistamenti e con > maggiore di, più di….

 lcnAvvistamenti

17 Ottobre 2013 : GHEPPIO MORTO

Oggi devo purtroppo confermare che il giovane di gheppio trovato morto domenica 13 dalle GEV è stato impallinato. Il veterinario ha fatto la lastra e ha rilevato la presenza di pallini. Da una valutazione generale ha giudicato l’esemplare sano e con buoni muscoli.

Dispiace che tra gli “amanti” della natura ci siano ancora persone di livello morale, civile e legale talmente infimo. Spero vengano isolate da chi crede ancora che la caccia sia una “nobile” passione. Un giovane gheppio che si ciba in questo periodo prevalentemente di cavallette e topolini non è “nocivo” nemmeno per il mondo venatorio più tradizionale. Evidentemente c’è chi ancora non riesce a provare ammirazione per la sua abilità nel volo e nella caccia alle prede ma si ferma alla semplice invidia e si ritrova ad eliminarlo. E la sua uccisione resta in ogni caso un atto punibile dalla legge. Purtroppo anche su questi fatti dobbiamo continuare a tenere gli occhi aperti.

uno sconsolato abbraccio lcn

gheppiogheppio_1gheppio_2

 

2 ottobre 2013 : …LA SOLITA FORTUNA?

Brembate, ore 8,05…mentre “catenaccio” la bicicletta al palo fuori dal magazzino gli irrefrenabili versi delle decine di storni, che hanno scelto come dormitoio un bel bagolaro all’interno del Parco Donati, riecheggiano in tutta la zona. Lo sguardo corre verso la sua tondeggiante e chiassosa chioma. Il tempo di metterla a fuoco nella ricerca degli ostinati produttori di versi striduli la visuale viene tagliata in due da un robusto volo di picchio verde.

Picchio_verdeForse infastidito dal continuo chiacchierio degli storni abbandona il bagolaro e attraversa la strada con il suo poco pronunciato ondeggiamento verticale. Era talmente basso che per un attimo ho pensato ad una collisione con la facciata del magazzino ma ha superato il tetto senza modificare la sua perfetta curva di volo.

Il mio pensiero corre subito tra i rami del tiglio nel parcheggio dietro il magazzino e lo sogno aggrappato alla corteccia alla ricerca di formiche…apro la prima porta, corro verso la seconda ed esploro tra le foglie del tiglio, che stanno virando di colore, per scorgere dei movimenti. Ma né sul tronco né sui rami…

 …mi sento comunque fortunato  lcn

10 Agosto 2013 : SABATO 10 AGOSTO

Bonate Sotto, sabato 10 agosto 2013 dalle 16,00 alle 19,15.

Certo che l’ora ed il periodo sono i peggiori per una passeggiata di servizio come GEV ma nella zona dei prati aridi di Bonate Sotto sono diversi i problemi che vengono comunemente “proposti” dai gitanti estivi e nonostante i continui controlli si ripetono imperterriti: taglio alberi per alimentare i fuochi per le braci e relativo abbandono dei rifiuti, tende con generatori per alimentare le potenti casse per “sballarsi di notte”, motocross, ciclomotori, auto con permessi particolari, cani sguinzagliati….e quest’ultimo era il motivo principale della mia presenza. Il più banale dei problemi elencati ma il più pericoloso per le eventuali seconde nidificazioni dei succiacapre che depongono le due uova tra i sassi dei ghiaieti e che se i cani sono lasciati liberi possono involontariamente “giocare” con i giovani batuffoli….

Dal parcheggio risalgo verso il ponte dell’ asse interurbano. Subito si nota quanto le piogge primaverili ed estive hanno modificato il colore dorato che solitamente trovi in questo periodo estivo negli ambienti aridi mentre l’anno scorso era tristemente color “bruciato” con tanto di cenere nera. La bassa erbetta verde cresce tra gli spazi lasciati dai muschi che a loro volta hanno conquistato tra i ciottoli di quello che anni fa era il letto del Brembo. La maggior parte dei fiori è sfiorita ma seguire il volo di alcune specie di farfalle ti porta inevitabilmente a rimanere stupito nel vederle atterrare sui quelli minuscoli che non avevi ancora notato…la distrazione continua con…un rapace poco più grosso di un gheppio che prende il volo da un ramo secco e, volando radente al terreno, lo perdo di vista senza poterlo riconoscere! Non puoi distrarti un attimo con le poetiche farfalle e fiori che…cominciamo bene l’uscita e se ripenso al caldo delle 16,30…chi me lo ha fatto fare!?

Riprendo il cammino sconsolato tra migliaia di cavallette che saltano in ogni direzione collegando questa abbondante presenza a quella di alcune specie di uccelli, come l’averla piccola, che ne sono ghiotti.

Ailanto_BonateLe “eterne piccole” piantine di ailanto sembra stiano colonizzando tutta la fascia entro 100 metri dalla sponda del Brembo partendo dagli appostamenti di caccia alle allodole fino al ponte dell’asse interurbano. “Eterne piccole” perché da anni non mostrano segni di svilupparsi in altezza in questo difficile ambiente xerofilo. Questo vegetale infestante e coriaceo sembra arrendersi a certe condizioni estreme ma…..forse non è ancora il caso di cantar vittoria!!!

Un sbirciatina al Brembo mi procura i primi avvistamenti ornitologici: una dozzina di balestrucci in volo basso e lento sull’ acqua si abbeverano, una decina di ballerine bianche, tra adulti e giovani, svolazzano da un sasso all’altro, una garzetta, in una insolita posizione per gli ardeidi, appoggiata con la pancia su un grosso sasso che sferra in acqua i colpi con il suo becco. Talmente incredibile questa sorpresa che non ho pensato a scattare una foto.

 Il passaggio alla vasca volano ai piedi dell’asse interurbano frutta la certezza della nidificazione del germano reale. Ho visto un piccolo infrattarsi tra i rami di un salire caduto in acqua e 4 adulti volare dalla vasca spaventati per la mia presenza. In questo periodo nella vasca ci sono circa 30 / 40 cm d’acqua. La tifa continua imperterrita a colonizzarla e tra un paio d’anni avrà colonizzato l’intera superficie. Da segnalare due gallinelle d’acqua che pasturavano nell’adiacente campo di erba medica che anche loro allarmate hanno spiccato un goffo volo con le lunghe zampe penzolanti e si sono rifugiate nel folto delle tife calandosi come un elicottero, ben 8 tortore selvatiche, un colombaccio, una fagiana, alcune cornacchie grigie, un passero (!!) e 5 storni.

 Alla diga a valle dello scarico del depuratore di Bergamo la solita schiuma color nocciola ricopre buona parte della superficie dell’acqua. Poco a valle quattro garzette, pochi gabbiani comuni, un martin pescatore e finalmente alle 19,00 il tanto atteso canto della capinera. Non sarei ritornato senza averlo ascoltato! Prima di ritornare al parcheggio l’ultimo interessante avvistamento: una natrice affamata immersa in acqua a caccia di pesci. Forse per la stanchezza o per il caldo ma anche in questa occasione mi perdo a osservarla e sperare nella cattura di uno dei tanti avannotti che incuranti del pericolo gli girano intorno. Non l’avessi pensato…è capitato facendomi di nuovo trovare impreparato a scattare delle buone foto. Ve ne allego due. Una con un pesce e la sua ombra sul sasso e l’altra un attimo dopo aver catturato il pesciolino.

Natrice_2 Natrice_1

Anche oggi, nonostante il caldo, mi sono divertito. lcn

8 agosto 2013 : BREMBATE E LO SMERGO MAGGIORE

Lunedi 5 agosto alle ore 7,50 andando al lavoro in bicicletta ho avuto una piacevole sorpresa quando passando sulla passerella di Brembate il mio sguardo è scivolato casualmente nel letto del Brembo. Pensavo al solito gruppo di “germane” residenti tra il Ponte Vecchio e la chiesetta di S. Vittore quando una posizione molto strana per questa specie, nuotando con il collo allungato e la testa immersa, mi ha “costretto” a osservarle meglio! Ben 9 smerghi maggiori. Ma la mia fermata sulla passerella li ha allarmati e lentamente si sono allontanati verso la Filarola. Al volo pedalo fino al magazzino e in poco meno di 10 minuti Giusi mi porta il binocolo e la macchina fotografica. Ritorno alla passerella ma le 9 sagome si scorgono solo col binocolo al Coren nei pressi della nuova piccola dighetta. Voi avreste desistito nel ritrovarli? Io naturalmente NO!!

Smergo_Maggiore1

Raggiunti al Coren, gli otto piccoli con atteggiamento strafottente e accompagnati dalla mamma, ripetevano insistentemente lo stesso tratto tra la diga e lo scarico del deputatore consortile di Boltiere. La testa leggermente inclinata all’insù e in costante rotazione orizzontale quasi a cercare pericoli fuori dall’acqua. Contemporaneamente solo uno che, con il collo allungato e la testa immersa, sbirciava sotto il pelo dell’acqua. Chissà quale segnale è partito e in meno di un secondo tutti nove si sono infilati nella pancia del Brembo. La loro momentanea scomparsa mi ha però dato il piacere di concentrarmi sulle altre interessanti presenze messe fino ad ora in secondo piano: le rincorse di due vociferi corrieri piccoli sulla piccola spiaggettina, il verso del martin pescatore a pochi metri da me, un giovane di nitticora scimmiescamente saltellante da una fronda all’altra e due tuffetti ancora scombinati per la massiccia presenza degli abili concorrenti. Questa tranquilla pausa è durata poco meno di una dozzina di secondi ed il primo giovane smergo è emerso come un pallone seguito velocemente dalla risalita degli altri famigliari senza nessuna preda nei becchi.

Smergo_Maggiore2

E come nelle sale cinematografiche il film è ripartito come da copione riproponendo le stesse sequenze….ed io ho tristemente abbandonato la “sala” per non disturbarli nella loro importante lezione di vita.

Anche lunedì mi sono proprio divertito. nnnlcn

29 Luglio 2013 : BRUTTE STORIE ESTIVE

Ieri come G.E.V. e Legambiente siamo stati allertati per un grosso problema che colpisce il nostro fiume nei periodi molto caldi: la mancanza di acqua nel fiume. Le cause sono da addebitarsi al non rispetto del deflusso minimo vitale della diga dell’ ENEL di Ponte San Pietro, a prelievi abusivi della poca acqua rilasciata e “forse” ad una forma di carsismo proprio in quella zona dovuta sempre alla poca acqua rilasciata.

Le foto che vi allego sono la testimonianza del danno che la grande avidità umana procura all’ ambiente (nel nostro caso al Brembo) per mantenere inalterati i livelli di produzione energetica e agricola. Questo “solo” per soddisfare la nostra esagerata necessità di energia….

4_specieQuattro sono le specie che sono state “bollite” nelle pozze rimaste senza acqua corrente (foto a fianco) : vairone il più grosso in alto a sinistra, sanguinerola in basso a sinistra, cobite in alto a destra e la bavosa in basso a destra e alcune specie di gasteropodi d’acqua dolce (i lumaghine).

1600_in_posaNella foto a fianco, sono 1600 i pesci a pancia in aria che ho contato. Se qualcuno me li conferma posso con matematica certezza dire che quelli bolliti in una delle pozze superano i 40.000 esemplari. In altre pozze ancora un po’ di vita si notava ma per poter garantire la sopravvivenza bisogna sperare che l’umano rilasci la giusta acqua nel Brembo e che piova!! Ed in questo momento PIOVE!!!

Paradossalmente questa situazione mi ha permesso di vedere, con grande stupore, per la prima volta nel Brembo la presenza della cobite e la soddisfazione di rivedere l’amata bosa (bavosa di fiume) che i più abili catturavano con le mani spostando lentamente i sassi o i più efficaci col pirù o i vigliacchi facilmente coi plocade. Bei ricordi d’infanzia.

Talmente tragica la situazione che anche una tartaruga dalle guance rosse rilasciata dagli “amanti della natura” si rifiutava di nuotare nell’acqua calda e di mangiare i pesce bollito…passatemi questa ironia. Ora si trova nell’ acquario dell’ Aula del Vivaio e a giorni la porterò nel laghetto del Parco delle Bandiere di Arcene in amichevole compagnia dei suoi conspecifici.

ImbecillitàAggiungo a questa triste vicenda un’ altra che ha il sapore di immensa imbecillità. E’ stato asportato dall’ Aula del Fiume il pannello degli uccelli che si possono avvistare in questo tratto e spezzato una lista di legno.. Ieri il caldo mi aveva congelato un urlo di disprezzo per l’idiota di turno. Ora lo urlo: IMBECILLE!!! lcn

Parco locale di interesse sovracomunale