La fauna del parco
Gli ambienti fluviali costituiscono spesso nella nostra pianura, ormai fortemente compromessa dalle molte attività antropiche, una zona preziosa per la fauna, dove gli animali possono trovare cibo, riparo dai predatori e ambienti adatti alla riproduzione.
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DALMINE PIRO PIRO PICCOLO – Actitis hypoleucos Foto di Alessandro Villa
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Questo uccelletto legato all’acqua ama acchiappare le sue prede tra i ciottoli e la ghiaia del fiume, ondeggiando costantemente la coda . Insieme al corriere piccolo è il limicolo più tipico del Parco del Brembo. |
Naturalmente per gli animali, dotati di movimento, è poco significativo segnalare presenze puntiformi, specialmente su un territorio che non presenta grandi barriere allo spostamento. E’ quindi più interessante cercare i particolari ambienti presenti nell’area, che non sono esclusivamente quelli legati all’asta fluviale, ma anche i terreni agricoli circostanti e le rare formazioni boschive.
Nella zona tra Bonate Sotto e Filago vi sono i prati aridi lungo il fiume, dove nidificano piccoli uccelli come il canapino, il pigliamosche e un abile predatore come l’averla piccola.
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MADONE SFINGE DELL’EUFORBIA –Hyles euphorbiae
Foto di Luciano Gelfi |
Sia il bruco che l’adulto di questa farfalla crepuscolare rappresentano veri e propri gioielli cromatici, giocati più sul contrasto di colori l’uno e più sulle sfumature pastello l’altro. La larva dal tipico corno rosso si nutre esclusivamente di erba cipressina (Euphorbia cyparissias), essenza presente nei prati asciutti del Parco. |
Questa particolare tipologia ambientale, ormai rara in tutta la pianura, si ritrova in formazioni molto ridotte anche nei pressi di Osio Sopra. La vegetazione circostante i campi coltivati, ospita molte specie, tra le quali la capinera dal ricco gorgheggio, la sterpazzola, il gheppio, piccolo rapace che nella zona nidifica sui piloni dell’alta tensione.
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BOSCO ITALA PICCHIO ROSSO MAGGIORE – Picoides majorFoto di Alessandro Villa |
Essenziale per la biologia di questo abitante dei boschi è la presenza di tronchi o rami morti, condizioni che ritrova al Bosco Itala e lungo alcuni tratti del Brembo: dal legno il picchio ricava il suo nido, estrae le larve di cui si nutre e ottiene il tambureggio per delimitare il proprio territorio. |
Arrivati a Maerne la presenza delle forre proteggono efficacemente una ricca fauna. Qui troviamo numerosi ardeidi, tra i quali vanno segnalati l’airone cenerino, la garzetta e la nitticora; viene spesso avvistato il martin pescatore e frequente è anche la rondine montana.
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SEDE PARCO BALLERINA GIALLA – Motacilla cinereaFoto di Alessandro Villa |
Elegante uccello dal volo ondulato, la si trova tipicamente associata ai corsi d’acqua, preferendo nettamente quelli con sponde rocciose e a corrente vivace. Per questo la si osserva spesso lungo le forre del Brembo e del Dordo, dove individua anche le cavità adatte per la costruzione del nido. |
In questa zona è inoltre certa la presenza di due serpenti, la biscia dal collare e la natrice tassellata, entrambi innocui e fortemente legati ad ambienti acquatici.
La corrente impetuosa di questo tratto non impedisce un’abbondante presenza di pesci, come cavedani, vaironi, barbi, sanguinerole, mentre le trote, iridea e fario, sono legate alle immissioni per la pesca sportiva. Rare sono le aree boscate, dove è certa la presenza di un buon numero di specie interessanti: tra i rettili il ramarro,l’orbettino, il saettone e il biacco, agile serpente di colore scuro;
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BOLTIERE RAMARRO OCCIDENTALE – Lacerta bilineataFoto di Simone Ciocca |
Facile da scorgere ai lati dei sentieri agresti mentre regola la sua temperatura corporea al sole, questo rettile si nutre di piccoli animali e frutti. Il maschio in occasione del periodo riproduttivo tra aprile e giugno sfoggia una brillante colorazione blu su testa e collo, mantenendo verde il resto del corpo. |
la cincia allegra e la cinciarella entrambe nidificanti, il rampichino, il picchio muratore, il torcicollo e il picchio rosso tra gli uccelli; il toporagno, il moscardino, il ghiro dalla morbida pelliccia, il riccio, la volpe tra i mammiferi.
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SANTA GIULIA RICCIO EUROPEO OCCIDENTALE – Erinaceus europaeusFoto di Simone Ciocca |
Simpatico e conosciuto insettivoro, è diffuso soprattutto nelle campagne ricche di siepi e roveti del Parco. Quando minacciato si appallottola esponendo le aguzze spine che lo ricoprono dorsalmente; purtroppo tale difesa si rivela poco efficace contro gli investimenti da parte di auto sulle strade, che insieme alla diminuzione di ambienti favorevoli ne sta causando un costante regresso numerico. |